De Laurentiis e Gomorra: «Le mafie esistono e vanno raccontate». E sbarca su Internet: «Produrrò una web serie»
«Le mafie esistono e vanno raccontate». Aurelio De Laurentiis sfida gli oppositori di Gomorra. E...
di Francesca Cicatelli


«Le mafie esistono e vanno raccontate». Aurelio De Laurentiis sfida gli oppositori di Gomorra. E annuncia la sua nuova avventura: è pronto a sbarcare su Internet "con una web serie in 50 puntate, protagonisti Lillo e Greg". Il produttore cinematografico si racconta a Il Mattino in occasione della prima del suo nuovo film "Natale col boss", nei cinema di tutta Italia dal 16 dicembre.



A proposito della criminalità De Laurentiis è pungente: «Il nostro è un Paese dove gli americani sono sbarcati in Sicilia grazie a Lucky Luciano...». Quando si parla del cinema italiano non fa sconti: «Per le produzioni italiane il cinema non ha mai avuto nulla, è stato sempre sopportato più che supportato. In Francia hanno un'idea della cultura e l'hanno sempre sostenuta. In Italia la sinistra si è interessata al cinema, la destra mai, quando ci ha potuto bastonare l'ha sempre fatto. Mentre in Francia mettono a disposizione 21 miliardi di euro, in Italia si stanziano 100 milioni di euro, poco più del 10 per cento».



Insomma, per il patron del Calcio Napoli «in Francia il cinema esiste ed è ancora sano e vegeto mentre in Italia è quasi distrutto». A Neri Parenti, che lo ha definito il numero uno nei cinepanettoni, De Laurentiis replica così: «Non mi interessa essere il numero uno. Non ho prodotto solo cinepanettoni, ma tanti film di successo, con Carlo Verdone ad esempio c'è un connubio che dura ormai da dodici anni».



A gennaio, infatti, la coppia De Laurentiis-Verdone presenterà un film interpretato e diretto dallo stesso regista romano insieme con l'attore Antonio Albanese dal titolo «L'abbiamo fatta grossa». A proposito di registi, il produttore cinematografico svela un retroscena: «Avevo offerto a Paolo Sorrentino un film tratto da un romanzo ma è già impegnato con la serie sul Papa». E Matteo Garrone? «È bravo, ha un immaginario fantastico». E Nanni Moretti? «Mi piacerebbe produrre un suo film ma si è sempre autoprodotto, non ha bisogno di me».
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